The Beginning

di luciaguida

L’idea, peregrina, mi era balenata in mente a fine agosto, periodo per me piuttosto sonnacchioso dal punto di vista lavorativo. Cominciando un po’ per gioco e un po’ sul serio a fare zapping sulle varie piattaforme per autori esordienti, sovrabbondanti di indicazioni, ricette, dritte per pubblicare bene. La mia idea regina era di rivolgermi a una casa editrice che potesse farlo gratuitamente, unendo l’utile al dilettevole. Rifiutando di “pagare per lavorare”, ( e cioè rivolgermi a edizioni EAP, a pagamento) ma anche non disdegnando di ricevere ulteriori conferme sulla mia scrittura.

In realtà il discorso era già stato avviato perché tra i tanti concorsi letterari nazionali cui avevo partecipato me n’era capitato qualcuno che tra le altre cose aveva messo in palio la pubblicazione dei racconti brevi arrivati in finale. Ma è risaputo che cantare “in coro” richieda una forma di coraggio diversa che farlo da “solista”. Aspettare l’esito delle tante mail inviate con il mio manoscritto in formato digitale  mi ha messa nella stessa prospettiva di una donna incinta che ha la possibilità, nei nove mesi della gravidanza, di abituarsi gradualmente alla creatura che porta in grembo. Con amore e tenerezza, con preoccupazione e ansia, trepidando sino al parto: perché si sa, una gravidanza è sempre e comunque un punto interrogativo, dal concepimento alla nascita.

A metà ottobre la notizia ricevuta dalla Nulla Die di essere pronta a pubblicarmi con riserva: a patto, cioè, che io come autrice non facessi troppe bizze, troppi capricci da primadonna perché talvolta è così che capita. A un passo dalla pubblicazione ci si reputa novelli Hemingway, pretendendo l’impossibile e oltre.
Non è stato il mio caso. Probabilmente per l’educazione ricevuta di stampo piuttosto puritano o forse per la consapevolezza di essere rientrata nel gioco per una sorta di coincidenze fortunate e fortuite. Dalla mia parte la mia scrittura da affabulatrice apprendista: senza scuole di scrittura creative da vantare in un curriculum letterario ma particolare, “graffiante” secondo la definizione di qualcuno. Influenzata da una passione per la lettura corposa, nata precocemente in un’età in cui ogni genere di imprinting ricevuto è per la vita.

Ho lasciato sedimentare la mail della Nulla Die per dieci giorni. Un periodo di riflessioni, di ripensamenti, di valutazioni contrastanti. Prima di armarmi di nuovo coraggio e rispondere positivamente, avviando un processo meraviglioso quanto irreversibile che mi ha portata a pubblicare sei racconti brevi, sei storie di donne tra passato e presente in cui la mia creatività si è confrontata con la vita spicciola da me esperienzata, vissuta, agita, metabolizzata.

Mente chi afferma di scrivere senza sottofondi autobiografici: se la scrittura è vita riflessa, trasposta nero su bianco, anche una fragranza, un’immagine, una sfumatura sono necessariamente connotate emotivamente dalla personalità di chi le ha pensate e date alla luce.

12621580_large

photo taken from weheartit

Annunci