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Au Feminin Thinking and Writing and Not Only

Tag: appunti di viaggio

Vita da autrice

Ogni tanto è bene fare il punto della situazione anche nella scrittura. Fondamentale è essere sinceri con sé stessi. Fino all’ultimo briciolo di obiettività.


Non sono un’autrice che respira, si nutre e si rigenera solo ed esclusivamente in odor di linee vergate con quotidiana sistematicità. Non ho una stanza tutta per me e per le mie storie. Sono una donna e un’insegnante prestata al mondo della scrittura. Da bambina mi piaceva, come a mille altre bambine, scrivere poesiole che dilettavano i miei genitori. Sono stata un’adolescente solitaria che preferiva chiudersi in camera a leggere un libro o a scribacchiare su vecchie agende romanzi in punta di cuore. Attraverso gli anni ho mantenuto il primato di “Lucia che scrive bene, chiediamole di elaborare qualche riga per questo biglietto augurale”. A più di metà del cammin di mia vita mi sono scoperta blogger grazie all’intuizione di mio fratello Angelo e poi ho ripiegato sui social per seguire con discrezione i miei figli e le loro mille acrobazie di crescita. Scrivo solo se ne ho voglia e se sento di poter comunicare qualcosa agli altri; non sono compulsivamente spinta a farlo. Le mie pagine, ora, crescono con la stessa lentezza consapevole che metto nell’elaborazione dei capi all’uncinetto con cui concludo le mie giornate o degli ingredienti insoliti con cui personalizzo una ricetta di cucina: perché mi rilassa farlo e mi garba, mi dà il senso concreto della mia manualità e creatività. Rinforza il mio senso di autostima di Persona. Mi fa sentire viva; senza costrizioni dall’alto e libera di seguire, se e quando lo desidero, quelle che sono le mie naturali inclinazioni, la mia essenza più profonda.

Lucia Guida, ottobre 2021

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Scritture Aliene – Di recensioni letterarie, premi e complimenti multimediali. E di carri dei vincitori su cui è sempre facile salire al volo

“Scritture aliene” rappresenta in direzione ostinata e contraria le mie riflessioni su vita reale e mondo della scrittura. Che, a ben vedere, sono molto più intimamente connessi di quanto non si pensi.


C’è ancora chi pensa che un autore disponga illimitatamente di copie da regalare con prodigalità a chicchessia. È successo anche a me e il tanto temuto “Tanto a te non costa nulla” me lo sono sentito rivolgere anch’io. Quando è capitato non sempre ho potuto glissare: in alcune circostanze, quando era impossibile spiegare la differenza che passa tra un autore eap e un autore no eap a chi avevo di fronte ho deciso di soddisfare, seppure con un retrogusto di malincuore, la richiesta di cui sopra regalando libri miei acquistati spesso con uno sconto irrisorio dalla casa editrice che aveva deciso di investire sulla mia creatività. È ancora mio vanto non avere mai a oggi pubblicato da solista con case editrici a pagamento: non sborsando, cioè, mai un centesimo nemmeno per l’editing dei miei manoscritti prima che questi venissero dati alle stampe.
A seguire ho cercato di costruirmi un curriculum artistico in cui la “Vanity Press” non avesse accesso, fatto di buone frequentazioni letterarie per non avere scheletri nell’armadio da nascondere nel momento in cui da ‘esordiente’ fossi passata al gradino immediatamente superiore di ‘autrice emergente’. Per la stessa ragione ho sempre partecipato a premi e/o concorsi in cui contasse realmente mettersi in discussione per ottenere una valutazione genuina in territorio possibilmente neutrale invece di avvalermi della benevolenza pilotata delle conoscenze letterarie acquisite nel corso degli anni.
Insomma, ho cercato di essere me stessa anche tramite la scrittura.
Di copie cedute gratis a recensori e blogger lettori, invece, in forma virtuale o cartacea, ce ne sono state tante
La mia riconoscenza, amplissima, va a questi ultimi che, per mestiere o per passione, nel corso di questa mia quasi decennale attività mi hanno fornito, con assoluta professionalità ed esercizio di buona educazione (cosa ultima non scontata), indicazioni per potermi migliorare come affabulatrice e non semplici input per dare risonanza alle cose che scrivevo. Che in maggioranza non conoscevo de visu e che, nonostante questo, hanno accettato di leggermi per mero piacere personale, chiamiamolo così. Senza nessun’altra contropartita che non risiedesse nella mia grande e profonda considerazione dal momento che di carri dei vincitori, da me parcheggiati nelle immediate vicinanze, su cui salire in fretta non ce n’erano.





Ripartenze letterarie e non.

 

 

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ph.credit: eurekastreet.com.au

 

Che la scrittura sia una parte essenziale della mia vita a cui, ahimè, spesso non do il giusto spazio a causa delle contingenze del momento e della mia emotività spiccata (che non mi consente di scrivere se non in situazione di assoluta serenità), credo sia chiaro a chi mi conosce bene.
In questo lungo periodo di ‘riflessione narrativa’, chiamiamola così, non me ne sono stata totalmente con le mani in mano.
Ho ricevuto un paio di proposte di pubblicazione per il mio ultimo romanzo inedito su cui ho molto riflettuto (per me pubblicare bene non è semplicemente pubblicare), partecipato a un concorso letterario nazionale in cui sono arrivata in finale. Contribuito alla realizzazione di due antologie di A.A.V.V., la prima di imminente pubblicazione a cura della Lùdo Edizioni, intitolata “Abbracciamo il mondo” dal taglio positivo e costruttivo incentrata sulla progettualità di tutti noi durante il periodo di quarantena stretta. Il mio secondo contributo sarà di tipo sensoriale ad ampio spettro e verrà edito da una casa editrice abruzzese di cui per scaramanzia non dico nulla.
Un’altra mia storia apparirà a fine settembre nella rubrica “Il sabato del racconto” a cura di Tito Pioli per la Cronaca di Parma di Repubblica.it
Con le dovute accortezze e nel rispetto delle misure di contenimento era bene riprendere dimestichezza nella dimensione pubblica della scrittura. Ciò mi ha, infine, convinta a contribuire attivamente come autrice a un reading letterario nella città in cui vivo e lavoro.
Nella ‘vitadaLucia’ ho cambiato sede lavorativa per mia libera scelta
Ho,poi, ricominciato a viaggiare regalandomi una parentesi breve ma meravigliosa in Sardegna che, ne sono certa, mi offrirà tanti spunti di arricchimento personale oltre che scrittorio.
Insomma, sono consapevole che la vita continui e che sia un peccato non approfittare delle piccole e grandi gioie che offre.
Del doman non v’è certezza, forse mai come in questo periodo. C’è tuttavia la necessità di ricordarci che abbiamo il dovere di sfruttare tutte le possibilità esistenziali che ci vengono offerte. Magari stando bene attenti ad attraversare sempre sulle strisce pedonali col verde al semaforo.

Lucia

 

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Torre delle Stelle, Maracalagonis, (CA), luglio 2020, R.Di Nicola ph.

 

POVs, Points of View: Vivere è ‘sporcarsi le mani’ (cit.)

VIVERE È SPORCARSI LE MANI.

A volte mi chiedo se trincerarsi in una torre eburnea, chiudendosi occhi, orecchie e bocca, potrebbe servire ad accettare l’inaccettabile che quotidianamente ci viene propinato.
L’utopia di chi procede per strada sotto un acquazzone, cercando inutilmente di non infangarsi la suola delle scarpe.
Poi mi rispondo che, tanto, non ne sarei capace.
Non potrei starmene zitta e subire con la noncuranza di chi crede di poter guardare a distanza il mondo. Semplicemente perché di quella folla, che mi piaccia o no, seppure in maniera infinitesimale io faccio parte. E posso fare la differenza, se soltanto lo voglio. Se soltanto permetto a me stessa di provarci.
‘Sporcarsi le mani’ serve molto di più di quanto non si pensi. E se, magari, non avrà sortito l’effetto sperato, aiuterà il pensiero di averci provato. Magari districandosi tra prove ed errori, ma in qualche modo agendo.

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ph.credit: thinkdonnadotit

 

 

 

Thinking and Writing as an English Teacher – 11th Lesson

“Exercising Power may weaken people. That is because  Hearts and Minds of those that use it may progressively become poorer”

 

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“L’esercizio del potere può indebolire le persone, perché il cuore e le menti di coloro che lo usano possono diventare progressivamente più poveri”

L. Guida

 

ph.credit: alleyoopdotilsole24oredotcom

Und allem Weh zu Trotze bleib ich Verliebt in die verrückte Welt

Geduldig neue Blätter treib ich
Aus Ästen hundertmal zerspellt,
Und allem Weh zu Trotze bleib ich
Verliebt in die verrückte Welt*
Hermann Hesse, ‘Die Gedichte’, 1919

 

Metti una figlia che di stanziale ha poco e nulla, sempre in movimento da quando nuotava nel mio grembo.
Aggiungici un internship di Ginecologia e Ostetricia che l’ha portata nella Svizzera Ticinese e fai il quadrato con sua madre, la sottoscritta, per cui ogni richiamo a infilare quattro cose in un trolley e muoversi, non va mai inascoltato.

Otterrai come risultato finale un weekend oltralpe a zonzo tra il sud e il nord di questo paese, ricco di belle immagini e sorprese inaspettate.

Ai più pignoli ricordo che le mie esperienze di viaggio sono frutto di pancia, cuore e solo un briciolo di testa. Assaggi di vita ben lontani dal dettagliato briefing di un viaggiatore consumato.
Buona lettura

A presto

 

 

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 Locarno, distretto di Locarno, pontili, lungolago e tramonto.
‘Il tramonto è la musica di apertura della notte’, Mehmet Murat ildan

 

 

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Tempus Fugit. Locarno by Day
‘Cotidie sole novum.’
Heraclitus, ‘Fragmenta’

 

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On the way to Zürich. Deep blue, sun, greenery
‘Tutto è giustizia nella campagna; la Natura non trascura né favorisce alcuno’, Kahlil Gibran, ‘Segreti del cuore’ (1947)

 

 

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Fast and Furious. Zürich Bahnhof.
‘Cause I’m the wanderer/’Yeah, the wanderer/
I roam around, around, around’, Dion, ‘The Wanderer’ (1961)

 

 

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Opening and Closing Doors, portale della Grossmünster, Zürich

 

 

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Il mondo visto dall’alto: Karlsturm, Grossmünster, Zürich.
‘WE never know how high we are/ Till we are called to rise;/ And then, if we are true to plan,/ Our statures touch the skies’, E. Dickinson, Complete Poems, XCVII 

 

 

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Biblioteca dell’Istituto di Legge, Zurigo. Opera dell’architetto Santiago Calatrava 

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‘Ogni volta che impariamo qualcosa di nuovo, noi stessi diventiamo qualcosa di nuovo’ (cit.)

 

 

 

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Eidgenössische Technische Hochschule Zürich. Shadows. 
‘Life’s but a walking shadow’, W. Shakespeare, Macbeth, Act 5, Scene 5 .

 

 

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Far From The Maddind Crowd, lungolago di Zurigo, tramonto
‘Forse perché della fatal quiete / tu sei l’imago a me sì cara vieni / o sera!’
Ugo Foscolo, ‘Alla sera’, 1803

 

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Finestre. Konradstrasse, Zürich

 

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Ombrelli per gli ospiti. Walhalla Guest House, Zürich
‘Se hai una finestra aperta sul mondo e un ombrello con cui ripararti dalla pioggia, hai tutto’ 
L. Guida

 

 

*Paziente genero nuove foglie
Da rami cento volte sfrondati
e a dispetto di ogni pena
rimango innamorato
del mondo folle.
 Da ‘La quercia’ di H. Hesse, traduzione italiana di Adriana Apa

 

 

Thinking and Writing as an English Teacher – 6th Lesson

“Media and real life overexposing is like taking a photo by using a too strong flash: the only thing we get is a blurry picture”

 

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ph.credit: it.pinterest.com

 

 

Translating into Italian:

“Sovraesporsi mediaticamente e nella vita reale è come farsi fotografare usando un flash troppo forte; ottenendo, come unica conseguenza, un’immagine sfocata.”

Thinking and Writing as an English Teacher – 5th Lesson

   “Although artistic, seductive and attractive, a mask is always a mask”

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photo by Lucia Guida

Translating into Italian:

“Una maschera per quanto artistica, seduttiva e piacente, è sempre una maschera.”

Thinking and Writing as an English Teacher – 4th Lesson

“People say that Time is a Gentleman.
That’s true. Time reveals what is really under the most gorgeous and richest fabric      drape”

 

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photo by Lucia Guida

Translating into Italian:

” Si dice che il Tempo sia  galantuomo.

E’ vero. Il tempo rivela ciò che il drappo di  tessuto più elegante e opulento realmente nasconde “