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Tag: Marian Fortunati

Alla fine di una storia – Aspettando la pubblicazione de “La casa dal pergolato di glicine”

 

I momenti che precedono la pubblicazione di un libro mi rimandano con un pizzico di nostalgia ai primi minuti che hanno seguito la nascita di entrambi i miei figli.

Tanta stanchezza, la sensazione di esserti liberata di un peso e al contempo il rimpianto di quel pancione che per nove mesi ti ha accompagnata ritmando le tue albe e i tuoi  tramonti.
Sono dichiaratamente una shortstory teller, un’autrice a cui sta a cuore veder concretizzata la propria opera in poco, pochissimo tempo; cimentarmi in un romanzo mi è costato una fatica immane, primo tra tutti il timore di non riuscire a delineare in modo organico la storia che mi frullava dentro con la stessa dimestichezza con cui, da tempo, nelle mie ore di libertà, mi diverto a scrivere racconti brevi.

Alla fine ce l’ho fatta. Sono arrivata al traguardo duplice di portare a termine la narrazione di un’estate memorabile, quella di Marina Federici, protagonista del romanzo, e di renderla manifesta e palese ai miei lettori attraverso un’opera di editing altrettanto sofferta e corposa.

So che  qualcuno sorriderà, ma queste 154 pagine sono state le più lunghe della mia vita di donna essenziale, più incline a concretizzare in breve il mio mondo di pensieri. Evocando e suggerendo piuttosto che servendo, sia pure su un piatto d’argento, emozioni e stati d’animo per il tramite di immagini scrittorie che ciascuno potrà completare legandole alla propria esperienza di vita.

“La casa dal pergolato di glicini” è quasi pronta per affacciarsi sul mondo, racchiusa in una copertina che è la riproduzione fotografica di Massimiliano Giordano, mio giovanissimo editore, di un dipinto di Marian Fortunati, pittrice americana en plein air intitolato “Wisteria Shadows”. Un titolo suggestivo e quanto mai emblematico per introdurre una storia di amore, affetti profondi e amicizie per la vita.

Una storia intessuta di quotidianità come le piccole e grandi cose di cui mi piace parlare e scrivere, questa volta permeata dal profumo forte e deciso di un tralcio di glicine in piena fioritura.

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Goodbye April

Aprile è stato un mese di grande costruttività e produttività, permettendomi di realizzare moltissime cose.

Con gli amici del F.I.A.E. ho portato a termine la stesura semidefinitiva di “Luglio”, una puntata di sapore noir parte del romanzo Dodicidio edito nella collana POP libri in giugno dalle Edizioni La Gru e che è già visibile in grandi linee sul sito di questa casa editrice padovana.

Ho, poi, partecipato domenica 14 con il mio racconto edito Bella bella bella a un caffé filosofico de Lo spazio di Sophia, Associazione culturale per le pratiche filosofiche di Pescara. Abbiamo parlato di estetica, di gestione consapevole e non della propria corporeità, di equilibrio psicofisico e di molto altro con un particolare accento a ciò che l’aspetto fisico spesso riveste nella società odierna, fortemente legata all’immagine, vera o presunta di noi stessi, da noi  proiettata all’esterno.

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Dopo la bella intervista a cura di Laura Costantini per Scrivendo Volo ho avuto finalmente la possibilità di vedere anche nel web sul sito di Rosa TV, emittente televisiva digitale abruzzese, la mia “conversazione letteraria” con Catia Napoleone, scrittrice e conduttrice, con cui ho parlato di Donne e femminilità prendendo spunto dai racconti del mio “Succo di melagrana”.

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Sabato 27 aprile ho partecipato alla premiazione del Concorso Letterario Nazionale “Città di Grottammare”  come finalista, 4° posto ex-aequo, con un mio racconto breve inedito.

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Domenica 28 aprile ho, infine, presentato presso l’Associazione Culturale OliS il libro di Simone Angelucci e Alessandro Sonsini “La morra”, incisivo spaccato di quella parte della società agrorurale abruzzese che rischia di scomparire se con rinnovata consapevolezza comunità e istituzioni dei paesi pedemontani e montani del comprensorio della Majella non prenderanno seri provvedimenti lavorando in stretta sinergia.

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Con esercizio di estrema pazienza e di buona volontà sto continuando l’editing del mio romanzo di prossima pubblicazione sempre con la Nulla Die e da una decina di giorni con rinnovata motivazione, grazie alla disponibilità di Marian Fortunati,  pittrice en plein air americana che con estrema generosità ha accettato di farmi utilizzare un suo dipinto per la copertina del mio nuovo libro.

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La melagrana con la sua traccia vermiglia, discreta e persistente   cederà presto il posto a una fragranza intensa e altrettanto durevole, quella del glicine in fiore, al centro di un romanzo breve che parlerà di amore, amicizia, rispetto per se stessi e scelte di vita.
Argomenti importanti e veri tratti ancora una volta da vicende di ordinaria amministrazione perché non è detto che dalla quotidianità più spicciola non si possa imparare e talvolta anche sognare.

Nell’immediato ancora tanta strada da percorrere. In attesa, a fine maggio, di passeggiare con lievità sulla strada della routine a tinte rosa con la partecipazione delle mie storie evergreen di donna al primo festival dell’eccellenza femminile abruzzese Rosadonna che si terrà a Pescara, nel cuore storico della città grazie all’intraprendenza e alla verve di Cinzia Maria Rossi.

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