luciaguida

Au Feminin Thinking and Writing and Not Only

Tag: tempo libero

Ripartenze letterarie e non.

 

 

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ph.credit: eurekastreet.com.au

 

Che la scrittura sia una parte essenziale della mia vita a cui, ahimè, spesso non do il giusto spazio a causa delle contingenze del momento e della mia emotività spiccata (che non mi consente di scrivere se non in situazione di assoluta serenità), credo sia chiaro a chi mi conosce bene.
In questo lungo periodo di ‘riflessione narrativa’, chiamiamola così, non me ne sono stata totalmente con le mani in mano.
Ho ricevuto un paio di proposte di pubblicazione per il mio ultimo romanzo inedito su cui ho molto riflettuto (per me pubblicare bene non è semplicemente pubblicare), partecipato a un concorso letterario nazionale in cui sono arrivata in finale. Contribuito alla realizzazione di due antologie di A.A.V.V., la prima di imminente pubblicazione a cura della Lùdo Edizioni, intitolata “Abbracciamo il mondo” dal taglio positivo e costruttivo incentrata sulla progettualità di tutti noi durante il periodo di quarantena stretta. Il mio secondo contributo sarà di tipo sensoriale ad ampio spettro e verrà edito da una casa editrice abruzzese di cui per scaramanzia non dico nulla.
Un’altra mia storia apparirà a fine settembre nella rubrica “Il sabato del racconto” a cura di Tito Pioli per la Cronaca di Parma di Repubblica.it
Con le dovute accortezze e nel rispetto delle misure di contenimento era bene riprendere dimestichezza nella dimensione pubblica della scrittura. Ciò mi ha, infine, convinta a contribuire attivamente come autrice a un reading letterario nella città in cui vivo e lavoro.
Nella ‘vitadaLucia’ ho cambiato sede lavorativa per mia libera scelta
Ho,poi, ricominciato a viaggiare regalandomi una parentesi breve ma meravigliosa in Sardegna che, ne sono certa, mi offrirà tanti spunti di arricchimento personale oltre che scrittorio.
Insomma, sono consapevole che la vita continui e che sia un peccato non approfittare delle piccole e grandi gioie che offre.
Del doman non v’è certezza, forse mai come in questo periodo. C’è tuttavia la necessità di ricordarci che abbiamo il dovere di sfruttare tutte le possibilità esistenziali che ci vengono offerte. Magari stando bene attenti ad attraversare sempre sulle strisce pedonali col verde al semaforo.

Lucia

 

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Torre delle Stelle, Maracalagonis, (CA), luglio 2020, R.Di Nicola ph.

 

Lisboa Cidade azul  semeada  de céu 

LISBOA

Cidade branca
semeada
de pedras

Cidade azul
semeada
de céu

Cidade negra
como um beco

Cidade desabitada
como um armazém

Cidade lilás
semeada
de jacarandás
Cidade dourada

semeada
de igrejas

Cidade prateada
semeada
de Tejo

Cidade que se degrada
cidade que acaba

Adília Lopes, in ‘Poemas Novos’ , & etc, 2004

 

Visitare Lisbona, sia pure per pochi giorni, era da tempo sulla mia travelling wishlist.
Alla fine di questo mese sono finalmente riuscita a partire e tra me e lei è stato subito colpo di fulmine. Purtroppo, per mancanza di tempo, non mi è stato possibile vedere tutte le cose che mi sarebbe piaciuto scoprire, ma ho comunque un appuntamento in sospeso con questa città onirica e luminosa in cui ogni cosa assume una consistenza singolare e insolita.
E quindi, Lisboa minha, aspettami perché , prima o poi, ritornerò da te.

Lucia

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interno palacio vila flor

Per visitare una città speciale occorre un punto d’appoggio altrettanto particolare. Per il mio breve soggiorno a Lisbona io ho alloggiato presso la  guest house Palacio Vila Flor, nel pittoresco quartiere di Alfama, in cui ogni cosa, anche la più piccola, era stata scelta con cura, creando un’atmosfera lievemente rétro, molto informale ma calda e accogliente.

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in foto Praça do Comércio, cielo di Lisbona e Teatro Nacional Dona Maria II

La luce è una caratteristica meravigliosa di questa città ponentina, persino al tramonto. E la sera, scesa ad accogliermi con il suo benvenuto riservato fatto di brezza fresca e di buio stemperato, non ha fatto eccezione.

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Palazzi d’epoca a Lisbona

La spigolosità è solo apparente nelle linee rigorose e lineari dei palazzi d’epoca che ben delineano l’essenza di questa città. Tutto appare mitigato: il caldo dai refoli di aria fresca che ti investe a ogni angolo di strada, la luce dalle molte zone d’ombra presenti, la praticità della gente in perfetto equilibrio con la sua gentilezza e pacatezza estreme. Un paradiso urbano fatto di pregi, molti, e difetti, pochi, in cui tutto è il contrario di tutto, multiculturalità inclusa, convivendo in armonia.

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Nella prima e seconda foto il Ponte 25 de Abril visto in prospettive diverse; nella terza foto Oceano Atlantico e parte terminale del Tejo visti dal Chapalimaud Centre for the Unknown di Lisbona.

La vita è sempre questione di prospettive, da qualsiasi parte la si voglia guardare. E allora divertiamoci a scrutare l’orizzonte, qualunque esso sia: se sia fatto di aria, d’acqua, di terra. Ne scopriremo di belle. E, forse, riacquisteremo un senso più autentico delle cose che abbiamo o che vorremmo avere.

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Nella prima foto, decorazioni caratteristiche di alcuni palazzi del secolo scorso del centro storico di Lisbona; nella terza e quarta foto, alcuni degli azulejos custoditi nel Museu Nacional do Azulejo presso l’ex Convento Madre de Deus della città

Oltre che caratteristica decorativa di ambienti esterni e interni, gli azulejos sono un modo di vivere e agire. Di percepire la realtà, da quella più spicciola a quella più altisonante. Offrono del mondo un aspetto vivido, lucente, colorato. Sono inalienabili. La loro anima è intrisa di semplicità complessa

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vista di Lisbona dalle mura del Castelo di S. Jorge

 

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caratteristica viuzza di Lisbona nei pressi della Rua do Recolhimento

La struttura di questa città è dolce nel degradare con lentezza verso le rive del Tejo, imponente e maestoso, che la bagna. Una piccola promessa di tranquillità silente.

 

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pasteles de nata, ph. credit: portuguesefooddotpt

 

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Torta de laranja

Dolcezza per dolcezza, credo sia fondamentale ricavarsi un piccolo spazio di beatitudine golosa per assaggiare i ‘pasteles de nata’ o uno dei tanti dolci aromatizzati agli agrumi e alla cannella, ingredienti ricorrenti che mi hanno riportata alla mia infanzia e all’uso che le donne della mia famiglia ne facevano  realizzando dolci tradizionali natalizi. 

 

 

 

 

Und allem Weh zu Trotze bleib ich Verliebt in die verrückte Welt

Geduldig neue Blätter treib ich
Aus Ästen hundertmal zerspellt,
Und allem Weh zu Trotze bleib ich
Verliebt in die verrückte Welt*
Hermann Hesse, ‘Die Gedichte’, 1919

 

Metti una figlia che di stanziale ha poco e nulla, sempre in movimento da quando nuotava nel mio grembo.
Aggiungici un internship di Ginecologia e Ostetricia che l’ha portata nella Svizzera Ticinese e fai il quadrato con sua madre, la sottoscritta, per cui ogni richiamo a infilare quattro cose in un trolley e muoversi, non va mai inascoltato.

Otterrai come risultato finale un weekend oltralpe a zonzo tra il sud e il nord di questo paese, ricco di belle immagini e sorprese inaspettate.

Ai più pignoli ricordo che le mie esperienze di viaggio sono frutto di pancia, cuore e solo un briciolo di testa. Assaggi di vita ben lontani dal dettagliato briefing di un viaggiatore consumato.
Buona lettura

A presto

 

 

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locarno

 Locarno, distretto di Locarno, pontili, lungolago e tramonto.
‘Il tramonto è la musica di apertura della notte’, Mehmet Murat ildan

 

 

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Tempus Fugit. Locarno by Day
‘Cotidie sole novum.’
Heraclitus, ‘Fragmenta’

 

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On the way to Zürich. Deep blue, sun, greenery
‘Tutto è giustizia nella campagna; la Natura non trascura né favorisce alcuno’, Kahlil Gibran, ‘Segreti del cuore’ (1947)

 

 

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Fast and Furious. Zürich Bahnhof.
‘Cause I’m the wanderer/’Yeah, the wanderer/
I roam around, around, around’, Dion, ‘The Wanderer’ (1961)

 

 

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Opening and Closing Doors, portale della Grossmünster, Zürich

 

 

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Il mondo visto dall’alto: Karlsturm, Grossmünster, Zürich.
‘WE never know how high we are/ Till we are called to rise;/ And then, if we are true to plan,/ Our statures touch the skies’, E. Dickinson, Complete Poems, XCVII 

 

 

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Biblioteca dell’Istituto di Legge, Zurigo. Opera dell’architetto Santiago Calatrava 

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‘Ogni volta che impariamo qualcosa di nuovo, noi stessi diventiamo qualcosa di nuovo’ (cit.)

 

 

 

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Eidgenössische Technische Hochschule Zürich. Shadows. 
‘Life’s but a walking shadow’, W. Shakespeare, Macbeth, Act 5, Scene 5 .

 

 

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Far From The Maddind Crowd, lungolago di Zurigo, tramonto
‘Forse perché della fatal quiete / tu sei l’imago a me sì cara vieni / o sera!’
Ugo Foscolo, ‘Alla sera’, 1803

 

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Finestre. Konradstrasse, Zürich

 

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Ombrelli per gli ospiti. Walhalla Guest House, Zürich
‘Se hai una finestra aperta sul mondo e un ombrello con cui ripararti dalla pioggia, hai tutto’ 
L. Guida

 

 

*Paziente genero nuove foglie
Da rami cento volte sfrondati
e a dispetto di ogni pena
rimango innamorato
del mondo folle.
 Da ‘La quercia’ di H. Hesse, traduzione italiana di Adriana Apa

 

 

Die Gaben sind wie di Geber – Com’è chi dona così è il dono (proverbio tedesco)

Per farmi perdonare dalla mia latitanza in web ecco per voi un piccolo reportage quasi muto del mio recente viaggio in Germania. Per una volta tanto sarete voi a commentare gli scatti miei e di mia figlia Roberta in questa pagina di diario molto poco autorale. Foto selezionate di pancia. Con piccole sottolineature da parte mia.  Apparentemente senza nessuna connessione tra di loro. Ma anche no. Nulla capita per caso, mai. Giusto?

A rileggerci presto!

Lucia

lubeck oh che bel castelloHolstentor, Lübeck, Schleswig-Holstein, March 2018

‘Oh che bel castello …’ 

(cit.)

 

metropolitana di berlino

Berlin Underground – Wagon Sliding Door Detail

‘Sorprendimi’, singolo degli Stadio pubblicato nel luglio 2002

 

ombelico del mondo

Alexanderplatz, Mitte, Berlin

Ci sono luoghi che, per un motivo o per l’altro, diventano ‘ombelico del mondo’.

 

Donna alla finestra Caspar David Friedrich Alte Nationalgalerie di Berlino

A Wonder: “Woman at a Window”, Caspar David Friedrich (1822), Alte Nationalgalerie,  Berlin, April 2018

Guardare il mondo dalla finestra è solo una delle prospettive possibili

 

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German Sunset, Lübeck

Che tramonti o sorga, prima o poi il sole fa sempre capolino all’orizzonte

 

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A Graffiti by Fulvio Pinna – East Side Gallery, Mühlenstrasse, Berlin.

Per non dimenticare

Passioni creative

La  mia passione per la cucina nasce un po’ per gioco e un po’ per sfida. Ai tempi dell’adolescenza e di pari passo con altre attività con cui mi piaceva trascorrere buona parte del mio tempo libero e che contemplavano situazioni di natura estremamente variegata: dipingere, disegnare, lavorare con i ferri e con l’uncinetto, scrivere poesie e inventarmi storie su cui confezionare racconti lunghi o romanzi brevi. Nonostante il mio periodare lunghetto, nelle mie storie non sono mai stata troppo prolissa, forse perché il timore di non portarle a compiutezza non mi abbandona mai del tutto.
Nell’intervista che oggi vi posto, realizzata da Federica Gnomo per il sito ITODEI.blogspot.it e poi replicata nel suo blog Gnomosopralerighe, parlo di me come autrice di manicaretti oltre che di testi scrittori. Con un finale a sorpresa, l’indicazione di una ricetta di facile e sicura realizzazione, una torta al cioccolato adatta ai gusti di tutti. Uno dei miei cavalli di battaglia storici. Provare per credere.

IN CUCINA CON LO SCRITTORE: Lucia Guida

Interviste culinarie di Federica Gnomo

Oggi salutiamo e ringraziamo Lucia Guida, autrice della silloge di racconti “Succo di melagrana, Storie e racconti di vita quotidiana al femminile” pubblicata dalla Nulla Die, casa editrice NAP di Piazza Armerina, nel gennaio 2012, per averci aperto la porta della sua cucina.

Succo di Melagrana racconta al femminile attimi di quotidianità spicciola. Le protagoniste dei racconti — caratterizzati da diversità di epoche, età e situazioni personali — sono colte nei fotogrammi del loro percorso esistenziale. Le storie sono collocate cronologicamente in senso crescente dal periodo pre e post bellico sino ai nostri giorni in una provincia microcosmo puntuale, punto di forza e di debolezza, dell’esistenza umana più ampia. Tempo e Spazio diventano pretesti per comunicare un messaggio essenziale, quello dell’infinita capacità rigeneratrice di ogni donna, chiaro invito a cercare orizzonti migliori.

      

La prima domanda di rito è: le piace mangiare bene? E cucinare?

Considero mangiar bene uno dei piaceri della vita e cucinare un’attività creativa e gratificante altrettanto quanto la scrittura. Amo sperimentare nuove ricette pur preferendo andare sul sicuro e ripiegare sui miei “cavalli di battaglia” se ho ospiti a pranzo o cena

 Lo fa per dovere o per piacere?

Dipende. Cucinare può talvolta essere entrambe le cose; diventa un piacere soprattutto se hai a tavola con te qualcuno che apprezzi le tue fatiche culinarie e che te ne dia merito mostrando di gradire con entusiasmo quello che hai preparato per lui

Invita amici o è invitata?

Per me i piaceri si equivalgono; certamente  essere ospitata in casa d’altri ti dà la possibilità di goderti, forse, maggiormente, la circostanza. Invitare, invece, è un po’ più impegnativo, dal punto emotivo oltre che come fatica “fisica” in senso stretto. Quando lo faccio amo coccolare i miei ospiti preparando un’infinità di manicaretti, ad esempio puntando su una serie di antipastini stuzzicanti e di bell’aspetto. In ogni caso le mie sono ricette di facile e veloce realizzazione. Raramente  ho la possibilità di passare molto tempo ai fornelli

Ha mai conquistato amici cucinando?

Un antico adagio recita che per giungere al cuore di un uomo si debba necessariamente passare per la sua gola. Mi sento di condividere quest’affermazione, o forse gli uomini che ho incontrato erano tutti amanti della buona cucina, chissà … Parlando in generale di amicizie, devo dire che in più di una circostanza mi è capitato di sorprenderli piacevolmente: non pensavano che io fossi una cuoca capace. E’ stato gratificante, soprattutto se considera che nell’arte culinaria sono praticamente un’autodidatta: mia madre, bravissima in tantissime cose, non ha mai amato particolarmente cimentarvisi

Vivrebbe con  un compagno che non sa mettere mani ai fornelli?

Per me non costituirebbe affatto un problema. In passato mi è capitato e questa caratteristica non è stata affatto motivo di contrasto. Non ho, però, mai provato cosa significhi vivere con un gourmet che abbia anche una buona dimestichezza in cucina. E’ una cosa che mi incuriosisce parecchio

Quando ha scoperto questa sua passione?

Da bambina nel momento in cui mia nonna materna mi ha insegnato a otto anni a cucinare un’ottima omelette.

Ci racconta il suo primo ricordo legato al cibo?

La sofferenza di non poter mangiare un bacio perugina con gli altri bambini presenti; avevo quattro anni e non riuscivo a capacitarmi come potesse essermi negato un piacere del genere. In realtà ero reduce da una bruttissima intossicazione alimentare e la cioccolata in quel frangente sarebbe stata per me veleno puro

Ha un piatto che ama e uno che detesta?

Non ho mai provato a mangiare la trippa, a mia madre non piaceva e quindi non l’ha mai preparata né io ho mai avvertito il desiderio di provarla. Adoro, invece, le lasagne e in generale i pasticci di pasta e le torte rustiche

Un colore dominante proprio di cibi che la disgustano?

Per me il cibo è anche piacere per la vista. Nei manicaretti che preparo cerco sempre di alternare colori caldi e freddi cercando di stuzzicare la curiosità dei convitati anche attraverso questo.

Quando è in fase creativa ha un rito scaramantico legato al cibo? Prende caffè? O the, una bibita speciale per stare ferma a scrivere?

Dipende da come prosegue la mia attività. Amando scrivere di primo mattino ( quando mi è possibile e quando non sono al lavoro! ) è fondamentale per me iniziare con una buona prima colazione. Se, invece, provo a farlo in altri momenti della giornata trovo piacevole bere succhi di frutta, colorati e rinfrescanti

Scrive mai in cucina?

Mi è capitato più di una volta per “indisponibilità” di uno spazio tutto mio e non mi ha creato particolari  problemi, anzi. La cucina è un luogo circoscritto, certamente meno dispersivo di altri ambienti domestici e forse per questo maggiormente accattivante

Dove ama scrivere? E a che ora le viene più naturale?

Non avendo a disposizione uno studiolo tutto per me mi rifugio in soggiorno, stanza piuttosto lontana dal resto della casa ( abito in un duplex suddiviso in zona giorno  e zona notte ). Potendo scegliere, come già accennato, preferisco farlo a mente più fresca, nelle prime ore del mattino

 Si compra cibo pronto ( tramezzini, pizza, snack) o si cucina anche quando è molto preso dalla scrittura?

Se sono impegnata a risolvere un nodo narrativo un tramezzino veloce da preparare è certamente la scelta migliore per placare l’appetito. Cucinare qualcosa di più elaborato richiederebbe tempo ed energia necessari in quel frangente per altre priorità

Che tipo di cibo desidera di più quando scrive ed è presa dal suo lavoro? Salato o dolce?

Qualcosa di stuzzicante e di salato se sono in un momento di stasi creativa. Un dolce, invece, se sento di aver concluso in modo soddisfacente quello in cui ero impegnata

Ha un aneddoto legato al cibo da raccontarci? O una cosa carina e particolare che le è accaduta?

Da piccola mi piaceva moltissimo la pasta di mandorle, dolcissima e ipercalorica, modellata a forma di frutta di vario tipo. E la cioccolata. Una volta, in assenza di mia madre sono stata capace di terminare un’intera scatola di pocket coffee. Poi ho aspettato che rientrasse dal lavoro e con tranquillità le ho annunciato che di lì a poco sarei morta(sic!): era quanto lei mi aveva paventato, nel caso avessi dato fondo a tutti i suoi cioccolatini

Lei è una scrittrice di narrativa; quando esce a cena con i suoi figli o amici  che tipo di locale preferisce?

Adoro girovagare per agriturismi e trattorie, specialmente fuoriporta. Credo che un posto rustico e caratteristico dia “più sapore”, se così si può dire, al cibo che lì viene servito. Sono comunque e sempre una patita dello slow food

Per festeggiare una pubblicazione cosa tende a ordinare in un locale?

Quando hanno pubblicato i miei lavori ho preferito festeggiare a casa da me mettendomi alla prova con qualcosa che piacesse particolarmente ai miei figli

Ha mai usato il cibo in qualche storia?

A oggi non ho mai incentrato interamente le mie storie sul cibo ma i riferimenti a pietanze e bevande ci sono senz’altro. Le basti pensare al titolo della mia raccolta di racconti, “Succo di melagrana” e al mio romanzo, attualmente in visione dal mio editore, in cui c’è posto per più di un riferimento conviviale.

In “Succo di melagrana, Storie e racconti di vita quotidiana al femminile” ci sono passi che ricordano cibi o profumi di cibo?

I riferimenti a sensazioni gustative e olfattive trovano ampio spazio nel mio stile  narrativo. A me piace “tirar dentro” nella storia il lettore, farlo immedesimare nella vicenda anche attraverso descrizioni particolareggiate che lo facciano sentire “ a casa”. A partire dall’aroma intenso evocato da un tè al bergamotto

 Parliamo ancora di “Succo “: a che ricetta lo legherebbe, e perché?

Se potessi paragonarlo a una portata sceglierei di farlo attraverso un dessert: una mousse, ad esempio. Delicata ma incisiva a completamento di un buon pranzo o di un’ottima cena. Questo perché da golosa quale io sono i miei pasti, specie se in buona compagnia, terminano sempre con un  dolce o un sorbetto

Nelle sue presentazioni offre un buffet? Pensa sia gradevole per gli ascoltatori intervenuti?

Il cibo è un ottimo elemento aggregante e socializzante e mi è capitato di concludere qualche presentazione con un flute di spumante, dei dolci e degli stuzzichini salati. Un modo per ringraziare piacevolmente gli intervenuti chiudendo l’evento in bellezza e in allegria

Per concludere ci potrebbe regalare una sua ricetta? Quella che le riesce meglio?

Una torta al cioccolato, facile da realizzare e plurisperimentata. Uno dei miei successi gastronomici.

La ricetta:

 

Torta al cioccolato
Ingredienti:
-125 gr di burro o margarina;
– 130 gr di zucchero;
– 3 uova intere;
– 130 gr di farina;
– cacao amaro q. b. ( da 25 gr in su, se la gradite bella “carica” );
– 1 bustina di lievito x dolci.

Preparazione
Battete le uova con lo zucchero aggiungendo poco per volta la farina e il burro liquefatto e freddo, il cacao in polvere e il lievito ben setacciato. Infornate a cottura tradizionale (forno elettrico) a 150°/175° per 45′ più 5′ a forno spento.
Se preferite potete tagliarla a metà e farcirla con una cremina al cioccolato preparata così:
– 200 gr di panna da cucina ( quella x i tortellini);
– 100 gr di ciocciolato fondente;
– 100 gr di cioccolato al latte.
Mettete la panna in un recipiente a bagnomaria e aggiungeteci i pezzetti di cioccolato fondente e al latte. Rimestate bene sino a quando il cioccolato non si squaglierà e con la panna diventerà cremoso. Lasciate raffreddare e poi utilizzate i due terzi della crema ottenuta per farcire il dolce di cui sopra che avrete provveduto a tagliare a metà. Utilizzate il terzo di cremina avanzato per spennellare la superficie dell’ intero dolce. Ponete in frigo e lasciate riposare per almeno un’ ora. La crema si solidificherà assumendo l’ aspetto di una copertura. Servite questa torta sempre fredda: rende meglio!

 

Quale complimento le piace di più come cuoca? E come scrittrice?

Sono felice quando i miei ospiti fanno onore al menu da me ideato, dando fondo a tutto ciò che ho preparato: per me è il complimento migliore che mi si possa rivolgere. Come autrice è bello sentirsi dire di essere stata capace di trasmettere emozioni e sensazioni attraverso scene che ben evocano un sentire comune, condiviso

Che frase tratta dalla sua opera o dalla sua esperienza possiamo portarci nel cuore uscendo dalla sua cucina?

Io credo che la poesia che costituisce il prologo della mia raccolta di racconti sia in tal senso illuminante. Parlando di ciò che rappresenta la mia interiorità recita testualmente così:
“ Io sono   (…)

Succo agrodolce

di melagrana

che ti disseta

con discrezione

lasciando traccia

vermiglia

indelebile

sulla tua mano. “

 

Grazie per la sua disponibilità

Grazie a lei, di cuore

Federica Gnomo

il link dell’intervista in versione integrale su Gnomosopralerighe:

http://gnomosopralerighe.blogspot.it/2012/10/in-cucina-con-lo-scrittore-lucia-guida.html?spref=fb