luciaguida

Au Feminin Thinking and Writing and Not Only

Categoria: weekend e dintorni

Lisboa Cidade azul  semeada  de céu 

LISBOA

Cidade branca
semeada
de pedras

Cidade azul
semeada
de céu

Cidade negra
como um beco

Cidade desabitada
como um armazém

Cidade lilás
semeada
de jacarandás
Cidade dourada

semeada
de igrejas

Cidade prateada
semeada
de Tejo

Cidade que se degrada
cidade que acaba

Adília Lopes, in ‘Poemas Novos’ , & etc, 2004

 

Visitare Lisbona, sia pure per pochi giorni, era da tempo sulla mia travelling wishlist.
Alla fine di questo mese sono finalmente riuscita a partire e tra me e lei è stato subito colpo di fulmine. Purtroppo, per mancanza di tempo, non mi è stato possibile vedere tutte le cose che mi sarebbe piaciuto scoprire, ma ho comunque un appuntamento in sospeso con questa città onirica e luminosa in cui ogni cosa assume una consistenza singolare e insolita.
E quindi, Lisboa minha, aspettami perché , prima o poi, ritornerò da te.

Lucia

67439750_433600723911909_87135600716546048_n

interno palacio vila flor

Per visitare una città speciale occorre un punto d’appoggio altrettanto particolare. Per il mio breve soggiorno a Lisbona io ho alloggiato presso la  guest house Palacio Vila Flor, nel pittoresco quartiere di Alfama, in cui ogni cosa, anche la più piccola, era stata scelta con cura, creando un’atmosfera lievemente rétro, molto informale ma calda e accogliente.

67469966_1282873708554200_7223411491746086912_n

67652119_734150990355387_1873009949018161152_n

67782052_2592423657446126_3368388235725111296_n.jpg
in foto Praça do Comércio, cielo di Lisbona e Teatro Nacional Dona Maria II

La luce è una caratteristica meravigliosa di questa città ponentina, persino al tramonto. E la sera, scesa ad accogliermi con il suo benvenuto riservato fatto di brezza fresca e di buio stemperato, non ha fatto eccezione.

67359760_419946132197699_697119526247989248_n 67399916_465809527309743_3136204515611508736_n.jpg
Palazzi d’epoca a Lisbona

La spigolosità è solo apparente nelle linee rigorose e lineari dei palazzi d’epoca che ben delineano l’essenza di questa città. Tutto appare mitigato: il caldo dai refoli di aria fresca che ti investe a ogni angolo di strada, la luce dalle molte zone d’ombra presenti, la praticità della gente in perfetto equilibrio con la sua gentilezza e pacatezza estreme. Un paradiso urbano fatto di pregi, molti, e difetti, pochi, in cui tutto è il contrario di tutto, multiculturalità inclusa, convivendo in armonia.

  67538384_365756647443533_4077895456972079104_n
67401900_346515152956863_8145199369973399552_n.jpg
67658678_2189557968001533_975249496529174528_n.jpg
Nella prima e seconda foto il Ponte 25 de Abril visto in prospettive diverse; nella terza foto Oceano Atlantico e parte terminale del Tejo visti dal Chapalimaud Centre for the Unknown di Lisbona.

La vita è sempre questione di prospettive, da qualsiasi parte la si voglia guardare. E allora divertiamoci a scrutare l’orizzonte, qualunque esso sia: se sia fatto di aria, d’acqua, di terra. Ne scopriremo di belle. E, forse, riacquisteremo un senso più autentico delle cose che abbiamo o che vorremmo avere.

67807469_375707129809340_6453803294182604800_n.jpg
67794082_575117996351948_788138262731423744_n.jpg
67342316_2367670283322037_7577574825686728704_n
Nella prima foto, decorazioni caratteristiche di alcuni palazzi del secolo scorso del centro storico di Lisbona; nella terza e quarta foto, alcuni degli azulejos custoditi nel Museu Nacional do Azulejo presso l’ex Convento Madre de Deus della città

Oltre che caratteristica decorativa di ambienti esterni e interni, gli azulejos sono un modo di vivere e agire. Di percepire la realtà, da quella più spicciola a quella più altisonante. Offrono del mondo un aspetto vivido, lucente, colorato. Sono inalienabili. La loro anima è intrisa di semplicità complessa

67403381_470033823777572_8452798090124984320_n.jpg
vista di Lisbona dalle mura del Castelo di S. Jorge

 

67647114_470773560150068_6991396130055520256_n
caratteristica viuzza di Lisbona nei pressi della Rua do Recolhimento

La struttura di questa città è dolce nel degradare con lentezza verso le rive del Tejo, imponente e maestoso, che la bagna. Una piccola promessa di tranquillità silente.

 

PASTÉIS DE NATA portuguesefooddotpt.jpg
pasteles de nata, ph. credit: portuguesefooddotpt

 

67778902_2501324143253546_5767212313325076480_n.jpg

Torta de laranja

Dolcezza per dolcezza, credo sia fondamentale ricavarsi un piccolo spazio di beatitudine golosa per assaggiare i ‘pasteles de nata’ o uno dei tanti dolci aromatizzati agli agrumi e alla cannella, ingredienti ricorrenti che mi hanno riportata alla mia infanzia e all’uso che le donne della mia famiglia ne facevano  realizzando dolci tradizionali natalizi. 

 

 

 

 

Annunci

‘Bella e dolce Bologna’(cit), passeggiata emotivo-sentimentale per le strade bolognesi in un weekend di primavera

Prendi un lungo weekend primaverile post pasquale, aggiungici delle incombenze familiari da sbrigare. Mescola il tutto con molta nostalgia per ciò che è stato e per quello che sarà. Otterrai una narrazione di pancia molto ma molto personale di tre giornate per buona parte trascorse nel cuore di una città fascinosa, ammiccante e seduttiva: Bologna.

  tulipani

Iniziare questo mini viaggio partendo dal giardino di tua figlia e da un ciuffo di tulipani piantati chissà da chi e in quale anno, fioriti con ingenua spudoratezza in un fazzoletto di terra in semi periferia finalmente bendisposto alla bella stagione.

 

58594759_324445871573536_8254861992553086976_n

 

part ii

Forza e fragilità femminile tra passato e presente attraverso i 19 poster delle ‘Staffette Partigiane’ in grande formato realizzati sulle bacheche di Via San Giacomo, progetto curato da “Canicola” con la partecipazione di alcune scuole secondarie di I grado di Bologna. Ed è inconfutabilmente e per sempre Liberazione.

 

portico.jpg

58443711_507950203072281_6357142220507709440_n

Portici bolognesi e icone votive nel centro di Bologna tra sprazzi di nuvole e sole.

 

ma il

Verso l’alto, tra intrichi e torri svettanti.
Ma il cielo ‘è sempre più blu’ (cit.)

 

58905986_386467348618797_4663973379785621504_n.jpg

Una canzone e un amico per cui scriverla o cantarla.

 

tramonto 1.jpg

tramonto 2

Prospettive diverse in un solo tramonto prima della sera.

 

59211373_330147217702473_5525573875544358912_n.jpg

Di Re e Regine. Di antichi amori e splendori. Di vita che va.
Di Bellezza che resta.

 

pen.jpg

ult

Accendo il motore, guardo nello specchietto
e vedo riflessa con un po’ di dolore
Bologna col rosso dei muri alle spalle
che poco a poco sparisce’
‘Dark Bologna’, Lucio Dalla

Le scritture ‘a progetto’: Racconti d’Autore

Quale cosa migliore celebrare il 23 aprile la Giornata Mondale del Libro con la pubblicazione di un ebook di racconti, i ‘Racconti d’Autore’, ambientati e dedicati ad alcune strutture alberghiere italiane aderenti al circuito dei Golden Book Hotels? A disposizione degli ospiti per un intero anno?

57624967_10157547312456264_4871479347392806912_n

Dalla ‘mission’ del portale ‘Ready to Read’:

‘Ready to Read’ – applicato ai progetti Hotel Stories e Wine Stories – è un nuovo e originale sistema di offerta di lettura d’Autore breve e dinamica, messo a disposizione degli ospiti e clienti di Alberghi e Aziende vitivinicole aderenti ai due progetti.

Essi troveranno – nelle camere o nelle confezioni di vini, nelle hall o nelle sale degustazioni – un elegante cartoncino contenente l’incipit in italiano e inglese (ma all’occorrenza in qualsiasi lingua) di un breve racconto d’Autore, realizzato ‘su misura’ nella forma e nei contenuti per la struttura ospitante.

La conclusione della lettura sarà reindirizzata su dispositivo mobile (smartphone, tablet, notebook) a mezzo del QR Code o del link esteso da copiare evidenziati sul cartoncino stesso.

La lettura sarà interattiva e consentirà di accedere facilmente a ogni contenuto accessorio utile per conoscere in profondità la realtà dell’azienda, la sua storia e la sua identità, i suoi servizi e i suoi prodotti.

(…)

Quest’anno tra gli autori selezionati ci sono anch’io; rappresenterò una dimora d’epoca, ‘Villa La Meridiana’, sita in Santa Maria di Leuca (LE), suggestivo crocevia tra oriente e occidente.
Se ne avete piacere venite a leggere i  nostri contributi. Il mio parla di colpi di fortuna, quei coups de chance che permetteranno a Fiorenza, protagonista femminile della mia storia, di fare chiarezza nella propria vita e scegliere con la massima libertà al meglio.
Perché la Fortuna è qualcosa che ci costruiamo in base a felici intuizioni, certamente, ma anche grazie alla concretezza delle nostre azioni.

A presto

racc villa.jpg

 

Il pdf dell’ebook completo è qui

 

Und allem Weh zu Trotze bleib ich Verliebt in die verrückte Welt

Geduldig neue Blätter treib ich
Aus Ästen hundertmal zerspellt,
Und allem Weh zu Trotze bleib ich
Verliebt in die verrückte Welt*
Hermann Hesse, ‘Die Gedichte’, 1919

 

Metti una figlia che di stanziale ha poco e nulla, sempre in movimento da quando nuotava nel mio grembo.
Aggiungici un internship di Ginecologia e Ostetricia che l’ha portata nella Svizzera Ticinese e fai il quadrato con sua madre, la sottoscritta, per cui ogni richiamo a infilare quattro cose in un trolley e muoversi, non va mai inascoltato.

Otterrai come risultato finale un weekend oltralpe a zonzo tra il sud e il nord di questo paese, ricco di belle immagini e sorprese inaspettate.

Ai più pignoli ricordo che le mie esperienze di viaggio sono frutto di pancia, cuore e solo un briciolo di testa. Assaggi di vita ben lontani dal dettagliato briefing di un viaggiatore consumato.
Buona lettura

A presto

 

 

locarno pntile.jpg

 

locarno

 Locarno, distretto di Locarno, pontili, lungolago e tramonto.
‘Il tramonto è la musica di apertura della notte’, Mehmet Murat ildan

 

 

locarno by day

tempus fugit.jpg

Tempus Fugit. Locarno by Day
‘Cotidie sole novum.’
Heraclitus, ‘Fragmenta’

 

deep blue

On the way to Zürich. Deep blue, sun, greenery
‘Tutto è giustizia nella campagna; la Natura non trascura né favorisce alcuno’, Kahlil Gibran, ‘Segreti del cuore’ (1947)

 

 

fast and furious.jpg

Fast and Furious. Zürich Bahnhof.
‘Cause I’m the wanderer/’Yeah, the wanderer/
I roam around, around, around’, Dion, ‘The Wanderer’ (1961)

 

 

52653711_306281496744685_2186972144255107072_n.jpg

Opening and Closing Doors, portale della Grossmünster, Zürich

 

 

grossmunster

Il mondo visto dall’alto: Karlsturm, Grossmünster, Zürich.
‘WE never know how high we are/ Till we are called to rise;/ And then, if we are true to plan,/ Our statures touch the skies’, E. Dickinson, Complete Poems, XCVII 

 

 

mainban_library_main990x370.5b61058044e830d684edafa1607d3ebd.jpg

Biblioteca dell’Istituto di Legge, Zurigo. Opera dell’architetto Santiago Calatrava 

52819970_393839824512522_6628788435144409088_n

‘Ogni volta che impariamo qualcosa di nuovo, noi stessi diventiamo qualcosa di nuovo’ (cit.)

 

 

 

52326964_2069761086434289_7900789007544483840_n.jpg

Eidgenössische Technische Hochschule Zürich. Shadows. 
‘Life’s but a walking shadow’, W. Shakespeare, Macbeth, Act 5, Scene 5 .

 

 

52531015_2348567782091389_8485468630740369408_n

52063686_736441820089724_5303827153593303040_n

Far From The Maddind Crowd, lungolago di Zurigo, tramonto
‘Forse perché della fatal quiete / tu sei l’imago a me sì cara vieni / o sera!’
Ugo Foscolo, ‘Alla sera’, 1803

 

finestre.jpg

Finestre. Konradstrasse, Zürich

 

ombrelli.jpg

Ombrelli per gli ospiti. Walhalla Guest House, Zürich
‘Se hai una finestra aperta sul mondo e un ombrello con cui ripararti dalla pioggia, hai tutto’ 
L. Guida

 

 

*Paziente genero nuove foglie
Da rami cento volte sfrondati
e a dispetto di ogni pena
rimango innamorato
del mondo folle.
 Da ‘La quercia’ di H. Hesse, traduzione italiana di Adriana Apa

 

 

Presenting should be fun and fair – Come presentare in eventi collettivi con levità e correttezza

C’è un bon ton scrittorio e letterario da seguire nelle presentazioni di gruppo e da solisti di autori emergenti, esordienti o già noti al grande pubblico?
In questo post provo a parlarne in maniera leggera e con molto buonsenso, senza altri tipi di velleità, a fronte dell’esperienza pluriennale conquistata. Ricordando a chi si diletta di quest’arte che la buona educazione non va mai data per scontata, men che meno in ambito letterario.

 

Cose da fare (e da non fare) nelle presentazioni letterarie, con riferimento ad autori, relatori e pubblico presente

* Scegliere un buon relatore.

Credo sia una questione di importanza fondamentale, a prescindere dal grado di notorietà che un nome già conosciuto e acclamato potrebbe conferire all’evento come valore aggiunto. Una spalla ben ponderata, entusiasta di ciò che ha letto o comunque empatica è di gran lunga da preferire a un testimonial famoso ma distratto. Incapace di invogliare potenziali lettori all’acquisto e alla lettura della creatura che sta contribuendo a battezzare. Un’ultima cosa: il relatore deve aver letto l’opera che andrà a presentare; sembra un aspetto superfluo da sottolineare ma mi è capitato di assistere a presentazioni in cui era palpabile la non conoscenza di ciò che si andava a illustrare da parte del parlante. E di aver toccato, ahimè, con mano l’imbarazzo dell’autore e la pochezza di chi avrebbe dovuto rappresentarlo al meglio.

* Durata degli interventi

Io continuo a privilegiare la sostanza all’apparenza. Molto meglio una introduzione veloce ed efficace della durata di una ventina di minuti al massimo ( tale è la resistenza di un uditorio di abilità e competenze miste) di una lunga e verbosa lecture dal sapore universitario. Spesso finalizzata a porre in risalto le capacità verbali orali e la presunta conoscenza e sapienza (!) del relatore tralasciando di focalizzarsi sui pregi del libro posto sotto i riflettori. Il protagonismo per interposta persona, e opera, è la cosa a mio avviso più triste che possa accadere a un autore nell’attimo in cui è quest’ultimo a farne le spese: come dire, mi sostituisco allo sposo e con la sposa brindo, danzo e mi complimento con gli invitati nel giro dei tavoli di prammatica. Dimenticando di essere solo ed esclusivamente un partecipante, magari di riguardo, e non già il fulcro di quel piccolo microcosmo. Il che riporta inevitabilmente al punto di cui sopra; rimarcando, se ancora ce ne fosse bisogno, l’esigenza di prediligere compagni di avventura a cui siamo legati da un filo tenace e invisibile e felice di corrispondenza. Al di là dei sicuri vantaggi che potrebbero derivare dallo scegliere un padrino celeberrimo con un filino di opportunismo per l’effetto di risonanza dovuto alla sua presenza.

 

*Autori partecipanti ad eventi collettivi

A costo di sembrare bacchettona credo che sia preciso dovere di un autore partecipante a un evento collettivo (relativo al proprio libro o  a un’antologia a progetto di AA VV ) restare tra il pubblico sino alla fine possibilmente con ascolto fattivo e costruttivo.
Trovo desolante e deprecabile il  vezzo di un autore di andar via alla fine del tempo  a lui concesso per il suo intervento, abbandonando in corso d’opera i suoi compagni di cordata. E assai poco furbo: è un dato di fatto che  le presentazioni aiutino a conoscere gente, a creare nuovi legami, ad ampliare i propri orizzonti. Da qualsiasi punto di vista le si voglia inquadrate sono pura sinergia. E coadiuvano tanto anche a livello di consapevolezza personale in fieri, rappresentando un ottimo metro con cui confrontarsi in un’ottica di miglioramento.
Se ho deciso di aderire a un’iniziativa  sarò ben capace di organizzarmi di conseguenza fino alla fine. Le scuse della mamma anziana, dei pargoli da accudire, della casa che potrebbe andare a fuoco perché non ricordo se ho lasciato aperti i fornelli lasciano il tempo che trovano: se avessi davvero problemi seri, probabilmente a quell’evento avrei rinunciato sin dall’inizio. Prendere parte a un evento collettivo è frutto di libera scelta: e allora facciamolo bene. O rinunciamo a priori a farlo. Soprattutto perché non ci ha costretti nessuno in tal senso.

* La tua libertà oratoria e di esposizione termina laddove inizia la mia libertà di autore successivo

Sarebbe opportuno ricordare che in un evento che prevede la partecipazione di svariati autori la tempistica è fondamentale e necessita del massimo rispetto da parte di tutti. Se ho a disposizione dieci minuti è il caso di non sforare anche se sono convinto che possano non bastare. Sarà un bene per l’idea di correttezza che voglio dare di me ( ricordiamoci che la presentazione in alcuni casi è forse l’unica possibilità che l’autore possiede per dare di sé una dimensione pubblica concreta a potenziali lettori. E quindi, se io volessi farmi conoscere e apprezzare, non cercherei di giocare con fairplay? La prepotenza anche verbale lascia sempre il tempo che trova); e parimenti per l’autore che mi segue a ruota: che ha lo stesso sacrosanto diritto di esporre le sue ragioni, le sue idee, le sue riflessioni. Se ho bisogno di un surplus di tempo sarà mia cura organizzare in altra sede una presentazione da solista in cui potrò disporre di tutto il tempo che voglio. Ricordando, magari, che la sobrietà, e la qualità, di un intervento autorale sono sempre da preferirsi per una questione di incisività all’errore di traccheggiare in un’esposizione ripetitiva o, peggio, frammentata in rivoli infiniti,spesso inutili, di sapere ostentato o preteso. Di frequente gratuito ( vedi anche punto due).

* Presenting is fun 

Parlare inglese è il mio pane quotidiano e quindi, provocatoriamente, questo suggerimento in lingua straniera lo scrivo così. La presentazione di un libro deve contenere la sua buona dose di diletto. Deve essere seduttiva senza esagerazioni, empatica, coinvolgente. Tutte cose che dovrebbero portare ogni autore a lavorare anche sul proprio piano affettivo relazionale oltre che comunicativo. Un libro è un prodotto come un altro; al di là dell’indubbia qualità che dovrebbe racchiudere, e che qui non vado a sindacare perché non è oggetto esplicito di questo articolo, necessita di essere conosciuto per il tramite di un autore e di un relatore che con la massima sincerità possibile hanno l’arduo compito di dissodare un campicello comune con il lettore su cui poter seminare curiosità ed  entusiasmo in maniera personale e personalizzata. Ecco perché a eventi di scrittura ingessati, fatti di disamine puntualissime e accurate quanto vi pare ma in egual misura noiose e spesso debordanti, io preferisco le interviste condotte con domande mirate in cui la bravura, anche dialettica di uno scrittore, troverà il suo vero banco di prova.

 

Conclusioni: bravi autori non ci si improvvisa. Mai.Esiste, però, la possibilità di crescere e migliorarsi con un pizzico di umiltà evitando di sentirsi ‘arrivati’ o di  abitare in torri d’avorio che non aiutano a dare di noi un’immagine vera al lettore, capace di percepire la ‘fuffa’ molto più di quanto non si pensi. E di vedere oltre quegli effetti speciali da qualcuno tanto amati che a volte sono comodo paravento per occultare con eleganza il nulla totale.

 

 

 

cristina orlandi lucia

in foto Cristina Orlandi presenta ‘Romanzo Popolare’ di Amarganta al Festival dello Scrittore di Tolè (Bo) del 15.07.18 – foto di Daniela Biagini

Die Gaben sind wie di Geber – Com’è chi dona così è il dono (proverbio tedesco)

Per farmi perdonare dalla mia latitanza in web ecco per voi un piccolo reportage quasi muto del mio recente viaggio in Germania. Per una volta tanto sarete voi a commentare gli scatti miei e di mia figlia Roberta in questa pagina di diario molto poco autorale. Foto selezionate di pancia. Con piccole sottolineature da parte mia.  Apparentemente senza nessuna connessione tra di loro. Ma anche no. Nulla capita per caso, mai. Giusto?

A rileggerci presto!

Lucia

lubeck oh che bel castelloHolstentor, Lübeck, Schleswig-Holstein, March 2018

‘Oh che bel castello …’ 

(cit.)

 

metropolitana di berlino

Berlin Underground – Wagon Sliding Door Detail

‘Sorprendimi’, singolo degli Stadio pubblicato nel luglio 2002

 

ombelico del mondo

Alexanderplatz, Mitte, Berlin

Ci sono luoghi che, per un motivo o per l’altro, diventano ‘ombelico del mondo’.

 

Donna alla finestra Caspar David Friedrich Alte Nationalgalerie di Berlino

A Wonder: “Woman at a Window”, Caspar David Friedrich (1822), Alte Nationalgalerie,  Berlin, April 2018

Guardare il mondo dalla finestra è solo una delle prospettive possibili

 

32857620_1849279235124710_1206789753232424960_n

German Sunset, Lübeck

Che tramonti o sorga, prima o poi il sole fa sempre capolino all’orizzonte

 

29598111_1800588419993792_1162711883977709008_n

A Graffiti by Fulvio Pinna – East Side Gallery, Mühlenstrasse, Berlin.

Per non dimenticare

Niemand kann mir Graz aus dem Leben herausnehmen – Nessuno può togliere Graz dal mio cuore – Cronaca di un lungo weekend di gennaio a Graz, Styria

L’ultima volta che sono stata a Graz era l’estate del 1989.

Avevo 24 anni ed ero in luna di miele. Quindici giorni suddivisi tra le città che all’epoca più amavo e più solleticavano il mio immaginario romantico: Venezia, Vienna, Klagenfurt dov’ero in pianta stabile. E poi Salisburgo e la bella Graz, visitata al volo in un pomeriggio soleggiato mentre ero persa nell’atmosfera mittleuropea del suo fascino antico e signorile, molto bon ton. Ricordo che passeggiavo lenta, cullata dallo sferragliare discreto dei tram che incrociavano il mio cammino in maniera educata, pacata. E intanto ammiravo le facciate barocche, le case che recavano con eleganza l’impronta del tempo, continuando a regalare bellezza e sorrisi a chi, come me si incantava a guardarle.
Apprendere da mia figlia di aver vinto un Erasmus Placement presso il dipartimento di ematologia della Medizinische Universität Graz è stata una piacevole sorpresa rafforzata dalla richiesta di Roberta di aiutarla a trasferirsi laggiù.

26648540_1715657405153561_837543162_n

26648632_1715657805153521_292755184_n

Tornare in posti visitati in gioventù riserva sempre delle sorprese.
Sono partita nel pieno dell’influenza di stagione, ingoiando paracetamolo come se niente fosse.

Ma l’aria di Graz, pungente e schietta, è riuscita a fare il miracolo; a farmi star meglio, nonostante il tour de force che ha messo entrambe, me e mia figlia, a dura prova.
Abbiamo avuto giornate splendide e soleggiate sino a quando io non sono ripartita per l’Italia domenica 7 gennaio. Un piccolo segno di benevolenza dell’universo, un gesto di grande magnanimità e beneaugurante per tutto ciò che in questo nuovo anno è in attesa per me e lei.

26648255_1715655328487102_188093298_n

Qui di seguito alcuni scatti di pancia che rappresentano questo lungo weekend in quella che sarà la casa di Roberta prima del suo trasferimento a Lübeck per proseguire con la seconda tranche del suo Erasmus. Non cercate la perfezione nelle inquadrature. Cercate solo l’amore e la curiosità che mi hanno spinta a fermare qualche momento speciale.
Buona visione e buona lettura a tutti

 

Tempo

 

Il tempo è un’illusione sottile.
Vederlo rappresentato nella monumentale Torre dell’Orologio che sovrasta una parte dell’Innere Stadt prospiciente il fiume di Graz è un potente monito per tutti i visitatori: a farne sempre buon uso. Anche perché ogni attimo trascorso non tornerà più indietro.

 

26648415_1715655818487053_721065281_n

Mur

 

È il fiume che bagna Graz, tagliandola a metà. Ma se pensate a un corso d’acqua sonnacchioso, sbagliate di grosso: la sua superficie è sempre increspata e in movimento, fino a presentare per un breve tratto delle piccole rapide, molto suggestive a vedersi. Ammirarne la superficie non è mai un’occupazione monotona.

26648466_1715656408486994_1244521459_n

Christmas Spirit

 

Pervade nel periodo natalizio con grande generosità questa città, dalla Stub’n più esclusiva alla birreria tipica, alle vie eleganti del centro sino ai ponti sul Mur addobbati a festa. Un gran belvedere, in cui tutto è curato nei minimi particolari, a partire dagli angoli più impensati di locali e strade.
Da provare i dolci al cucchiaio con cui abbiamo concluso più di un pasto: favolosi, con un inconfondibile sentore di cannella che soddisferà anche i palati più esigenti

 

26648303_1715659071820061_524940005_n

 

26694224_1715657225153579_1317661545_n

 

Ferro e fuoco

 

Molte le decorazioni di ferro battuto.

Dalla bellezza austera senza tempo, essenziale ma incisiva quanto basta. In foto mi sono divertita a ritrarree la decorazione di un pozzo del 1594 nel cortile principale del Grazer Landhaus.

26755117_1715657028486932_261823440_n

Baby Boom

Non ho mai incontrato tanti bimbi piccini e neonati come a Graz. E i Martin Auer Café di Graz hanno saputo ben coniugare un ambiente confortevole a misura di bambino e di adulto in cui entrambi possano trovare la giusta e piacevole dimensione

26696984_1715655595153742_603890455_n

City Lights

Adoro tutti i posti in cui le decorazioni luminose contribuiscono a esaltare la bellezza di ciò che caratterizzano. Con un impatto ambientale accettabile ed essenziale, non sovrabbondante. Questa è la facciata del ristorante  Glöckl Brau in Glockenspielplatz , nella parte storica della città

26648736_1715658041820164_1195397705_n

 

26696340_1715656748486960_586136233_n

Io e te ci siamo donate reciprocamente un pezzo del nostro cuore, Graz.
E questa è, forse, la cosa più importante.

26694681_1715656141820354_1291711676_n

Splendida, splendida København – cronaca minimal di pancia di un lungo weekend danese

Quando a febbraio ho dovuto rinunciare al breve viaggio a Lisbona per un problema legato a orari di volo che non collimavano con le esigenze mie e di mia figlia, l’ho fatto con un sottile dispiacere. Avevamo già individuato il periodo che poteva andare bene a entrambe, a ridosso del  ponte del 25 aprile, per visitare un paese dell’Europa del Sud, ma la compagnia aerea aveva deciso in corso d’opera di cambiare le carte in tavola riservandoci orari scomodissimi. Ecco allora prospettarsi la possibilità di usufruire di un volo in partenza dalla mia città di residenza, da poco istituito per Copenaghen; un’occasione unica, che s’incastrava alla perfezione nei pochi giorni a disposizione. Anche la prenotazione dell’hotel, un meraviglioso ostello della Generator, era andata a buon fine, permettendomi di scegliere la tipologia della camera che cercavo.

generator copenhagen

Generator Copenhagen, ph. credits EVASION

Un insieme di tasselli che combaciavano alla perfezione come a indicarmi qualcosa.
Raccontando a un’amica di ciò che mi era capitato, e partendo dal presupposto che nulla, nella vita, capita mai per caso, sono partita con la sensazione che questo viaggio sarebbe stato epifania di qualcosa che è dentro di me e che ha voglia di emergere in superficie.

Il giorno d’arrivo è stato caratterizzato da un cielo grigio screziato d’azzurro. Una sorta di benvenuto culminato con la comparsa del sole che ci ha accompagnate fino a sera inoltrata, permettendoci di visitare tutte le cose che ci eravamo prefisse di andare a vedere.

                                                cielo

 

 

La visita alla Rundetårn, in Købmagergade, ha contenuto per me in nuce l’intero viaggio. Cerco di spiegarmi attraverso tre  opere d’arte contemporanee ospitate nella sala della biblioteca della torre, per me estremamente evocative.

Un pannello di legno con scritte in metallo su cui, tra l’altro, spiccava il lemma ‘parola’ in un’infinità di lingue diverse. Quasi a suggerire come, a volte, la parola sia una semplice dimensione tra tante. E forse la meno esaustiva.

word.jpg

Un’opera intitolata ‘The Transformation of Everything’, a firma dell’artista visuale  Kaspar Bonnén estremamente rappresentativa del percorso di tutti noi

l'inutile

Pannelli di seta stampata messi assieme su una parete a formare ‘Prepare for the worst’, opera di Lise Harlev

pannelli

 

Potrei sintetizzare in cinque idee le mie impressioni nel nostro breve giro da turiste in questa capitale: Luce,  Fiori, Gente, Cibo, Colori

 

La Luce

A Copenaghen come del resto in molti paesi del nord europeo, l’illuminazione assume un’importanza topica. Dappertutto, a cominciare dalle finestre e a terminare dai tavolini nei bar, trovi candele, tea lights, semplici abat-jour schierati a indicare come, alla fine, sia facile sconfiggere il buio e la notte. Una sensazione piacevole e confortante che ti accompagna durante il giorno sino a sera inoltrata, guardando la cura con cui la gente espone sui davanzali delle finestre, quasi a mo’ di offerta,  lampade di varie fogge e dimensioni.

 

hygge

Autumn evening by Anna Nikitina su Hygge, pinterest.com

I Fiori

Abbondano nei giardini, nelle aiuole, fuori dai supermercati in un tripudio di bouquet multicolori ma anche al centro dei tavolini delle caffetterie.O in fioriere messe in bella mostra al di fuori dei portoni d’entrata delle case danesi . E sono tulipani e narcisi ma anche rose e garofani.

tulips

E con stupore scopri che quella rosa perfetta in un piccolo portafiori su un tavolino di un bar, accompagnata da una piccola lampada, non è di plastica o di stoffa ma è vera e dà l’impressione di essere stata appena colta per te.

 

rose bar

La mia idea è che quest’usanza, diffusissima, serva in certo qual modo a esorcizzare il lungo inverno nordico. Richiamando a gran voce la primavera che stenta a decollare.

 

La Gente

A noi è apparsa molto ospitale. Un esempio tra i tanti: un signore anziano a passeggio con sua moglie, vedendo me e mia figlia che consultavamo una cartina della città ci ha chiesto se ci eravamo perse con la palese intenzione di aiutarci nel caso gli avessimo risposto in senso affermativo.  Al ristorante i camerieri si sono prestati a darci tutte le informazioni sul migliore Danish Way of Life soddisfacendo le nostre tante curiosità. Insomma, ci è sembrato che la tipizzazione della gente del nord Europa, distaccata e poco aperta, naufragasse miseramente di fronte a una disponibilità che non era meramente di tipo utilitaristico.

hygge

Il Cibo

Per quanto possibile abbiamo cercato di adeguarci e assaggiare pietanze locali, molte delle quali a base di pescato, aromatizzate con ingredienti come lo zenzero, le bacche di ginepro o la cannella, in un mix di sapori agrodolci davvero particolari. Ottime anche le torte e i dolci in generale.

aringhe

il buffet di aringhe da Nyhavns Færgekro, nel centro storico di Copenaghen, lungo il canale di Nyhavns

I Colori

Dalle pareti esterne di alcuni angoli caratteristici della zona portuale, alle pietanze, ai fiori che abbondano nei parchi e nei giardini pubblici e nei parchi a tema come i Giardini di Tivoli, dal look  sgargiante,o i quartieri non omologati e alternativi come Christania dal gusto un po’ fané e malinconico.
A ogni modo ai danesi piace il bello. Le vetrine sono sobrie e ricercate nella varietà merceologica che offrono. Una menzione a parte meritano le porcellane e il design di oggetti di uso comune, dalle linee pulite ed essenziali, che conquistano per la capacità di non essere mai eccessivi ben coniugando funzionalità ed eleganza.

 

scorcio zona porto

 

Bilancio finale

Credo di aver lasciato a Copenaghen un pezzetto del  mio cuore. Oltre a ricevere la riprova che puntare sulla luminosità, dentro e fuori, paga sempre ed è comunque una scelta possibile, sia che la Luce tu ce l’abbia dentro o che te la vada a cercare con tenacia all’esterno.

sakura

Sakura blossom, Langelinie Park a Copenaghen

luci sottovetro