luciaguida

Au Feminin Thinking and Writing

Categoria: appunti di viaggio

Thinking and Writing as an English Teacher – 6th Lesson

“Media and real life overexposing is like taking a photo by using a too strong flash: the only thing we get is a blurry picture”

 

5042517625_c3bdc26dfa_b

ph.credit: it.pinterest.com

 

 

Translating into Italian:

“Sovraesporsi mediaticamente e nella vita reale è come farsi fotografare usando un flash troppo forte; ottenendo, come unica conseguenza, un’immagine sfocata.”

Annunci

Perché non sarò mai una brava beta reader

Essere o no beta reader?
Le mie considerazioni in punta di penna e di cuore sull’argomento.

Buona lettura a tutti

A presto

Perché non sarò mai una brava beta reader *

Può capitare a ogni autore di venire interpellato per dare un parere sull’ultima creatura scrittoria di un collega. A me succede regolarmente. La cosa dovrebbe riempirmi d’orgoglio. Significa, cioè, che c’è chi al mio giudizio  tiene ed è comunque un’implicita asserzione sul buono di ciò che scrivo anch’io. Altrimenti, perché chiedermi di esprimermi in merito?
Confesso, però, che questo mi mette sempre in difficoltà. Se, cioè, da un lato mi fa piacere leggere quanto scritto da altri, dall’altro versante mi pone nella condizione di recensirlo in fieri, sia pure a fin di bene e dopo esplicita richiesta di qualcuno. Il disagio nasce quando mi trovo di fronte a scritti che non sono nelle mie corde. Per dirla tutta, che non mi piacciono. Un anno fa, per esempio, mi è capitato di promettere con leggerezza e a scatola chiusa ( leggi: senza aver letto nulla del manoscritto a priori) un romanzo breve di cui mi era stato chiesto di fare la prefazione.
Come riferire al suo artefice che la trama non mi convinceva, ma soprattutto che quelle pagine erano piene di errori ortografici, morfologici, stilistici … chiaro sentore del fatto che fosse stato buttato giù in fretta e furia senza un barlume di revisione? Un po’ come immaginare di uscire di casa senza guardarci allo specchio, indossando abiti trasandati, senza esserci dati una pettinata veloce o una semplice lavata di viso. È andata a finire che mi sono arrampicata sugli specchi, giustificando il fatto di aver cambiato idea e di non essere disponibile a fare la prefazione promessa per sopraggiunti  e consistenti impegni che l’altro non ha capito né accettato, provvedendo a cancellarmi dalla lista delle sue amicizie su un noto social. Non so se sia maggiormente discutibile il fatto di essere ricorsa a una pietosa bugia, suscitando le vivaci rimostranze della mia controparte, piuttosto che prendere a quattro mani il coraggio e avere l’audacia di affermare l’inconsistenza di quell’opera. Non so poi come sia finita, se cioè l’autore abbia poi deciso, prefazione o no, di dare alle stampe quanto elaborato. Da come stanno andando le cose nel mondo dell’editoria minore e maggiore, e dal grado leggerezza e fluttuazione riscontrate  in  molte cose da me di recente lette, devo ragionevolmente pensare che l’affaire sia, poi, andato in porto. Che un altro libro sia, quindi, stato comunque stampato e magari pubblicizzato e venduto in una cerchia di fedeli aficionados. Non giudicatemi una snob. Sto semplicemente dicendo che la mia principale difficoltà, nella scrittura come in altre cose della mia vita, consiste nel non saper sempre dire di ‘no’. Salvo, poi, cambiare orientamento all’ultimo minuto passando, magari, per indecisa o confusa.

Il web è pieno di decaloghi che illustrano le qualità intrinseche ed estrinseche di un bravo beta reader e che mi rafforza nell’idea di essere, probabilmente, anche capace di dare un parere positivo o negativo in cui non ci sia posto per tecnicismi  né sfoggio di virtuosismi anche per una come me, qualche pubblicazione per case editrici tutte rigorosamente non a pagamento, oltre a una bella gavetta fatta di racconti brevi in antologie di autori vari e qualche concorso letterario di buon livello superato. Sarà forse pigrizia la mia, o più banalmente la difficoltà di dire pane al pane e vino al vino, soprattutto se messa di fronte a pagine che non mi convincono, e non solo per una questione di stile o contenuto che non combaciano con i miei.

Sbaglia, tuttavia, chi pensa che io non sottoponga a nessuno le cose che scrivo per paura di giudizi negativi. Lo faccio e anche spesso; sono piuttosto intransigente con me stessa, mettendomi in discussione su tutto, con una certa tendenza a modellarmi sul contributo ricevuto se reputo che sia stato formulato con cognizione di causa.

Col permesso dei miei amici autori vorrei, quindi, bypassare la fase di beta reader e passare direttamente a quella di recensore. Tanto, a ben vedere, se le vostre opere valgono, verranno di sicuro pubblicate.
Il risvolto esistenziale di questa medaglia che qualcuno vorrebbe a tutti i costi appuntarmi in petto è che è davvero difficile, a volte, dire no. Incapacità di farlo? Non credo. Forse eccessiva sensibilità e considerazione per chi ho di fronte a me. Una morbosa forma di pudore autorale che mi proibisce di esternare ciò che penso di un’opera a chi ha faticato per scriverla. E sto, in questo caso, parlando per la stragrande maggioranza di colleghi che stimo e di cui ho un’ottima considerazione.

Lucia Guida

beta-reader

ph. credit: pictaram.com

l’articolo in originale è qui

Libri e Recensioni sotto l’albero – Alla fine di un anno di scrittura e pubblicazione

Cari amici, quest’anno è stato caratterizzato per me  da grandi battaglie, scrittorie e personali, ma anche da piccole e significative soddisfazioni. ‘Romanzo’ ha raccolto un discreto numero di consensi e apprezzamenti da lettori e addetti ai lavori e questo non può che farmi piacere.
Qualcuno una volta mi ha detto che le recensioni servono a rimpinguare il narcisismo di un autore. Concordo con lui solo in parte. Le recensioni, quelle fatte in modo trasparente e con assoluta obiettività, hanno a mio giudizio anche il pregio di aiutare a crescere quegli autori che le leggono con serenità e che hanno voglia di trarre nuovi stimoli a fare sempre meglio. Senza considerare l’importanza che rivestono nell’orientare il pubblico dei potenziali lettori, di continuo sballottati tra le tante e variegate proposte scrittorie oggi in commercio.
Ho, quindi, pensato di lasciare in questo articolo di dicembre i link di tutte quelle  al momento realizzate per il mio ultimo lavoro.
Se ne avete piacere, date loro uno sguardo. E poi, magari, se le trovate interessanti tanto da incuriosirvi a leggere il mio libro, mettete da parte una copia del mio ‘Romanzo’ sotto l’albero per le persone a cui tenete.

Auguri di buone feste e buona lettura a tutti

A presto

Lucia

 

Dal sito Mentinfuga, bollettino dell’associazione culturale omonima, recensione a cura di Antonio Fresa, scrittore

Il post completo lo trovate qui 

 

ghirigori

 

Dal blog Lettrice al contrario   di Désirée Pedrinelli, ‘(…)  lettrice forte e appassionata ,che si diverte a scovare autori esordienti e piccole realtà editoriali, perché quello che conta è la storia e il talento di chi la scrive’

Qui  l’articolo

 

ghirigori

 

Dal sito di lettura e scrittura Mangialibri a cura di David Frati

Questo il link della recensione fatta per il mio ‘Romanzo Popolare’

 

ghirigori

 

La recensione di Federica Gnomo Twins, blogger e scrittrice per Paper Blog, sito di attualità, cultura e società

Ecco la pagina in web dedicata al mio libro

 

ghirigori

 

‘Chili di libri’ e  e le sue blogger, lettrici appassionate, recensiscono il mio ‘Romanzo’

Ecco l’articolo completo

 

ghirigori

 

Per la rubrica libri del web magazine Sulmona Post, la recensione del mio ‘Romanzo Popolare’ di Stefano Carnicelli, scrittore

Questo il suo post

 

ghirigori

 

Elisa Occhipinti Gelsomino parla del mio libro su ‘Odor di gelsomino’, blog di lettura e scrittura

La sua recensione è qui

 

ghirigori

DSCN8617.JPG

Al Salone di Sabato e di Maggio – Cronaca minimal di pancia di una mezza giornata al XXIX Salone Internazionale del Libro di Torino

Metti un weekend di metà maggio e la possibilità di programmare di trascorrerlo al Salone di Torino, complici due editore, Cristina Lattaro e Paola Fallerini, molto ma molto simpatiche e competenti, un libro nato per Amarganta da poco meno di tre mesi e una figlia universitaria book addicted che ha voglia di accompagnarti e condividere con te  quest’esperienza, facendoti da fotografa all’occorrenza. Aggiungi l’opportunità di tornare a Torino per visitarla ancora in primavera dopo ben 24 anni di assenza. Considera di aver deciso di vivere ogni occasione particolare che ti si prospetti all’orizzonte, sia pure con breve preavviso e senza troppi problemi.
Decidi senza tema di ripensarci di regalarti un paio di giorni per trascorrere un fine settimana fuori porta.
Preparando un mini trolley in due ore scarse con lo stretto indispensabile per poi partire con leggerezza. La stessa lievità che ti dà la consapevolezza di aver diritto a godere dell’attimo, assaporando ogni briciola di ciò che vivrai.

 

 
Amici  & Conoscenze 

Ho sempre considerato presentazioni, fiere e premiazioni di concorsi letterari occasioni uniche per conoscere gente nuova, rinsaldare rapporti a cui tengo, provare a imparare e a metabolizzare situazioni diversificate. Anche in questo caso è andata così, e l’Universo o chi per lui mi ha dato una mano regalandomi conferme di vario genere, alcune molto piacevoli, alle idee che mi ero fatta a suo tempo. Gran bella bussola esistenziale l’istinto. A sapergli dare la giusta importanza e ad accettare di seguirlo con fiducia è capace di condurti per strade felici e in piano.

13226870_1209774399042186_4497837211416985017_n

presentando ‘Romanzo Popolare’ di Amarganta – Incubatore, sabato 14 maggio 2016
foto di Cristina Lattaro

 

Drink 

Sono convinta che la convivialità in un evento letterario sia un ottimo complemento. Non mi ha, quindi, stupita notare come in molti degli stand al firmacopie sia stato abbinato un momento di degustazione di bevande alcooliche, dal prosecco al vinello di riguardo. Peccato, però, che molte major abbiano deciso di coccolare esclusivamente gli ospiti vip oltre all’autore presente, evitando di estendere anche al lettore e/o acquirente estemporaneo la possibilità di brindare con loro.

Cin cin, allora, da me a tutti noi, senza distinzioni di sorta …

 

The White Planet

ph. credits: iber-press.com

 

File & Giri

Al Salone se ne fanno parecchi di entrambi. Tra uno stand e l’altro, tra le varie sezioni, in ogni singolo box. A caccia di case editrici conosciute e meno conosciute, bei libri, personaggi scrittorii di spessore e amanti del defilé. Il visitatore del Salone è attento e disponibile, ben disposto a incolonnarsi in ordine per ambire a partecipare a margine di un’intervista importante, ricevere l’autografo sulla prima pagina del libro dal suo scrittore preferito,  rifocillarsi e bere in caffetteria e accedere alla toilette. Non protesta per il tempo che si dilata a dismisura anche in questa location privilegiata. Aspetta con pazienza che arrivi il suo turno, che sia per un cappuccino o una sbirciata al suo idolo tra una marea di teste che fanno da separé. E la serata procede, tra un traccheggio e l’altro, con indolenza.

torin file

ph. credits: Salone Internazionale del Libro 2016

 

 

Shopping

 

Anche al Salone esiste la possibilità di acquistare libri allettati dal tre per due, in stand di case editrici importanti tanto quanto nei box delle case editrici minori. La Cultura paga sempre, specie se accompagnata dalla prospettiva di ‘far la spesa’ in modo oculato.

 

 

13221563_1349283785100287_1385495960417331359_n

ph. credits: Salone Internazionale del Libro 2016

 

Terzo Paradiso

 

E’ il titolo dell’installazione di circa 10.000 libri salvati dal macero o ricevuti in dono, composti da  Michelangelo Pistoletto, artista a tutto campo, in un suggestivo simbolo dell’infinito che reca al centro un cerchio magico; immagini, per ammissione del maestro, della circolarità del tempo e della rigenerazione della materia. Un’idea realistica dell’incertezza dell’oggi che è al tempo stesso speranza in un futuro meno confuso e sbiadito. Idea profetica, mi sia concesso, dell’avvenire stesso del mondo dell’editoria, in continuo divenire e in un alternarsi di salite e discese senza fine.

 

 

13177751_1142431022476205_4175842753784563612_n

‘Terzo Tempo’, Installazione di Michelangelo Pistoletto. Foto di Lucia Guida

 

Utenti & Visitatori

 

Seduta su una panchina colorata di verde in un attimo di riposo ho cercato di farmi un’idea sulla loro provenienza, non riuscendoci del tutto. Ne ho intravisti di convinti e di titubanti, trendy e regimental, fashion e radical chic.
Le mie simpatie sono andate tutte ai bambini, molti impegnati in laboratori creativi o in semplici spazi di gioco attrezzati ad hoc, a seguito dei loro genitori in passeggini, seduti sulla moquette del pavimento per un momento di relax o in un capriccio per un istante di stanchezza. Con i loro trofei in mano, che, manco a parlarne, erano libri.

 

bimbo per terra

ph. credits: Salone Internazionale del Libro 2016

 

Suggestioni finali

 

Torino è una città signora dall’eleganza ricercata e mai ostentata. Ha fatto da padrona per tutto il tempo con un cielo velato di grigio e un acquazzone deciso che non ha minimamente scalfito nel pomeriggio la gioia di chi al Salone si era recato per passare ore di puro godimento libresco prima di affollare le vie del centro storico sino al fiume.  La giornata si è conclusa con promesse di sole e tepore. Promesse mantenute il giorno seguente.

Una signora realizza sempre sul proprio onore ciò che si è impegnata a fare. Comportandosi con la generosità di chi non conta il resto ma porge a piene mani tutto ciò che ha per il mondo intero prima che per se stessa.

13226890_1142367845815856_7728180911357120124_n

‘Mole Antonelliana’, foto di Lucia Guida

13239372_1142433662475941_4728092878838558186_n

Salone del Libro al tramonto, sabato 14 maggio 2016 – foto di L. Guida

13227987_1143745772344730_1863578100_n

Weekend d’Arte

Trascorrere un weekend fuori porta può avere moltissimi lati positivi: la possibilità di riabbracciare tua figlia che studia fuori all’università, la soddisfazione di presentare il tuo ultimo libro in un localino niente male attorniata da ottima compagnia, l’occasione di poter visitare la mostra di uno dei tuoi pittori preferiti.

E’ quello che ho potuto sperimentare lo scorso fine settimana, da me interamente trascorso in una delle città italiane che più mi piacciono: Bologna.

Il viaggio inizia venerdì pomeriggio su un Freccia Bianca stranamente in orario e poco affollato, entrambe cose apprezzatissime dalla sottoscritta. Ed è, manco a dirlo, un percorso di studio e di lettura per buona parte incentrati sul libro di cui parlerò …

 

romanzo sul freccia bianca

La presentazione del mio libro di sabato 9 aprile 2016 si rivela un’opportunità d’oro per conoscere un angolino accogliente e molto carino: il Caffè Letterario Notturno Sud di via del Borgo di San Pietro, a pochi passi dalla Stazione Centrale di Bologna

12966592_1117254334993874_713457533_n.jpg

in foto drink e cultura

caffè letterario bo.jpg

qui sono con la scrittrice bolognese Angela Di Bartolo, ottima relatrice dell’evento

La domenica prosegue tra nuvole, sole e caldo primaverile. Ma la luce più intensa me la regalano le opere di Edward Hopper, uno degli artisti contemporanei che più adoro, attualmente in mostra presso Palazzo Fava. So che le cose non rendono che in maniera pallida le emozioni per aver osservato da vicino opere meravigliose, ma non riesco a fare a meno di portare con me qualche gadget che mi ricordi questa mattinata felice

bottino hopper.jpg

Al secondo piano della mostra il mio sguardo di autrice è attirato da questa citazione che riesco a fotografare con la benedizione di un guardiano del museo, dal momento che non è un dipinto e non corre il rischio di sciuparsi anche se in genere non uso mai il flash per le mie foto

aforisma hopper 2

La trovo meravigliosa per me e per tutti gli autori che si cimentano con la scrittura, un invito a proseguire con morbidezza, accuratezza e sagacia nella scelta e nella composizione di una pagina. Del resto, è da tempo che affermo che la qualità migliore di uno scrittore resta quella di usare con parsimonia e con tono misurato le parole. La medesima arte messa da Hopper nelle sue tele.